Con i miei clienti utilizzo sempre questa metafora per spiegare meglio il concetto:
“Immagina di prendere un bicchiere e riempirlo di succo di limone, ora immagina di bere tutto il succo, che sensazione ti dà? Fastidio? Invece immagina di versare quella stessa quantità di limone in una grande caraffa d’acqua ed immagina di bere l’acqua e limone, che sensazione hai? Piacevole? Dissetante?”
La quantità di limone è la stessa ma cambia il contenitore. Io lavoro sull’amplificare il contenitore.
Ecco come funzionano le mie sessioni, anziché continuare a stare nel “problema e a mettere il coltello sulle ferite, utilizzo ciò che è successo in passato per creare la loro opera d’arte e per diventare la miglior versione di se stessi attraverso strumenti performanti accompagnandoli a raggiungere obiettivi per loro importanti.
L’influenza scolastica, per ciò che mi riguarda ha avuto notevole influenza, soprattutto nelle elementari. La mia era una classe sperimentale, noi non avevamo libri ma li creavamo attraverso ricerche fatte in biblioteca.
Quando il maestro insegnava noi dovevamo disegnare ciò che apprendevamo.
Ecco perché oggi sono una ricercatrice creativa, prima ancora di essere un Mental coach.